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SCUOLA IN OSTEOPATIA DI URBINO - CHE COSA È L' OSTEOPATIA

CHE COSA E' L'OSTEOPATIA
- L'OSTEOPATIA è una disciplina relativamente nuova in Europa, essa mira alla ricerca, all’individuazione, e quindi al ripristino manuale degli equilibri perduti, il corpo provvede al resto; ha come intendimento principale quello di agire sulla globalità della persona ristabilendo in ciascuno il sistema autoregolatore che, per un qualsiasi motivo ha momentaneamente perduto la sua capacità di funzionamento. La medicina allopatica per tradizione è rivolta essenzialmente al sintomo, l’osteopatia è rivolta al paziente, al ripristino delle sue capacità di autoguarigione. L’osteopatia è un’arte terapeutica che, attraverso la visione globale del corpo, ha come scopo la normalizzazione di alcune strutture scheletriche, viscerali e fasciali, origine e causa spesso di dolori. La ricerca della causa e l’intervento su di essa differenziano l’osteopatia dalla medicina allopatica tradizionale la quale ha come unico fine la scomparsa del sintomo. Nelle due discipline lo studio delle materie di base come anatomia e fisiologia non si differenzia se non per pochi concetti, la differenza stà nella metodica di approccio del problema.È IMPORTANTE VEDERE L'OSTEOPATIA NON COME UNA CONCORRENTE AVVERSA alla medicina ma COME UN IMPLEMENTO, UN AUSILIO PER LA CURA E LA PREVENZIONE DI ALCUNE PATOLOGIE. Le implicazioni e le cause di un dolore possono avere motivazioni diverse; un rallentamento del fisiologico movimento di una vertebra per le sue correlazioni neuro anatomiche può portare ad esempio all’instaurarsi di una lombalgia o ad un problema viscerale.Tra gli aspetti che l’osteopata prende in grande considerazione è lo studio dell postura cioè della reale posizione del corpo nello spazio, i molteplici effetti della gravità e dello stato emotivo, l’analisi della struttura scheletrica non tanto nella statica quanto nella dinamica.
CHE COSA NON È L'OSTEOPATIA
- La terapia universale: l’osteopatia non può pretendere di risolvere tutti i problemi che alterano la salute dell’individuo. Saggia e modesta, ma non meno cosciente delle sue possibilità, l’osteopatia ha sufficiente giudizio per capire quando non deve intervenire, e quando intervenire.
- Una moda, una curiosità:
- L’osteopatia non è la terapia ultimo grido. Nella sua genesi stà per essere invalidata nella sua originalità. L’osteopatia non ha inventato niente. È un modo diverso di considerare alcuni aspetti che ci concernono. Il procedimento osteopatico non consiste in una serie di ricette utilizzate, piuttosto di altre in tale a tal altra affezione. L’osteopatia mira a normalizzare ed armonizzare le strutture (fasciali, viscerali, ecc) che hanno perso una parte della lora dinamica naturale e che per questo sono poste in una situazione difficile, che non può assicurare loro un funzionamento normale.
- Una forma di terapia in concorrenza con altre medicine:
- Nessuna medicina può pretendere l’universalità terapeutica. La soluzione di un problema disfunzionale necessita spesso della partecipazione congiunta o meno di diverse forme di terapia. L’osteopatia fa parte integrante di un largo ventaglio terapeutico in seno al quale collabora con altre discipline. L’interesse del paziente resta prioritario.
- Una forma mistica:
- La natura è logica e ragionevole non è misteriosa, ma troppo spesso incompresa, vuoi ignorata nelle sue numerose manifestazioni che propone alla nostra analisi.
BREVE STORIA DELLA MEDICINA OSTEOPATICA
- Andrew Taylor Still (1828–1917) fù il primo a proporre nel 1874 la sua filosofia e pratica osteopatica. La sua disillusione nei confronti della medicina così come veniva praticata all’epoca, lo portò a formulare una nuova filosofia medica, che venne da lui stesso definita medicina osteopatica. A quanto risulta, egli effettuò una sintesi del pensiero medico e costruì la sua nuova filosofia basandosi sia sulle antiche verità della medicina, sia sui successi della medicina dell’epoca, denunciando con forza quello che considerava abberrante, inopportuno e deleterio, ovvero l’utilizzo inappropriato di medicinali all’epoca assai frequente. Tuttavia egli non fù solo nell’esprimere preoccupazione per quanto riguardava l’uso smodato di terapie farmacologiche. Sir William Osler, un contemporaneo di Still disse che uno dei primi doveri del medico consiste nell’educare le masse a non assumere medicinali. L’uomo ha un innato e bramoso desiderio di medicine. Il desiderio di prendere medicinali è una caratteristica che contraddistingue l’uomo–animale, dalle altre creature. La nuova filosofia di Still consisteva essenzialmente nei seguenti principi:
- a) L’unità dell’organismo e il concetto di medicina olistica.
- b) L'innata capacità di autoguarigione. Still sosteneva che l’organismo avesse in se tutto ciò che gli fosse necessario per mantenersi in salute e riprendersi dalle malattie, l'osteopatia infatti consisteva nell’aumentare queste possibilità, con l'aiuto di ciò che è presente in natura.
- c) La componente somatica della malattia. Egli riteneva, ancora, che il sistema muscolo-scheletrico fosse parte integrante dell’organismo e che le alterazioni presenti in tale sistema compromettessero la salute e la capacità dell’organismo di riprendersi da un trauma e dalla malattia.d) La reciproca relazione tra struttura e funzione era già stata sostenuta da Virchow all’inizio del
- XIX secolo, Still applicò tale principio al suo concetto d’integrazione totale dell’organismo, credendo fortemente che tale struttura regoli la funzione e che la funzione influenza la struttura.
- e) L’uso della manipolazione divenne parte integrante della filosofia di Still poiché egli era dell’opinione che il ripristino della massima capacità funzionale dell’organismo avrebbe potenziato il livello di benessere e contribuito a riprendersi da traumi e malattie.Nel 1892 si costituì il primo college di Medicina osteopatica a Kirksville, Missuri. La medicina osteopatica USA è stata, e continua ad essere, una scuola globale che unisce medicina e chirurgia conservando i principi e i concetti osteopatici adottando la diagnosi strutturale ed il trattamento manipolativo nell’ambito della cura e assistenza globale del paziente.
PUNTI DI FORZA DELL'OSTEOPATIA
- a) Differisce: dalla fisioterapia, fisiokinesiterapia, chinesiterapia e massaggi per i concetti fondamentali e le metodiche applicative di lavoro.
- b) Poco conosciuta: In america sono più di 100 anni che si pratica, si chiama medicina osteopatica e si distingue dalla medicina allopatica; In Europa: Inghilterra Belgio e da poco anche inFrancia è comparata alla medicina; Spagna e Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta come professione.
- c) Aiuto: Può essere di aiuto e di complemento a una grande quantità di problematiche non specificatamente muscolari o scheletriche.
- d) Importante: il terapista non deve abusare nel voler risolvere tutto a qualsiasi costo(non deve avere un accanimento tersapeutico) ma sapere quando e come intervenire.
- e) Utenti: Perché la gente non la conosce? Esiste una certa diffidenza di base nei confronti di alcuni percorsi definiti erroneamente alternativi.L’ osteopata ha il dovere di informare il paziente del percorso intrapreso e suggerire le fonti dalle quale attin.gere informazioni
- g) Esiste in Italia il Registro degli Osteopati d'Italia (R.O.I.) (www.roi.it). Il ROI è una Associazione privata senza fini di lucro che svolge attività di autoregolamentazione, autodisciplina, rappresentanza, coordinamento, indirizzo e governance del sistema educativo, deontologico, culturale e professionale al quale si adeguano volontariamente i suoi iscritti, Osteopati Diplomati (D.O.) presso le Scuole che aderiscono ai criteri formativi del ROI.
- i) Metodica: In osteopatia la ricerca del problema non passa necessariamente attraverso un lavoro manipolativo sul distretto anatomico sede del sintomo.
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